…le società che sosteniamo nascondono un potenziale enorme, che non ha avuto l’occasione di esprimersi.

E talvolta, proprio come quei bambini, la prima impressione non è molto positiva. Ma a noi piace approfondire e andare oltre le apparenze.

E, proprio come con quei bambini, anche nel caso delle società in cui investiamo il successo si basa sempre sulla fiducia reciproca, l’onestà e il rispetto. Poi con molto lavoro ed attenzione, è possibile scrivere storie incredibili.

Ho imparato che si possono avere a disposizione i migliori consulenti, i fogli Excel più elaborati, gli accordi giuridici più solidi, ma se non si capisce che la base di tutto sono le dinamiche umane si sprecano le possibilità di successo.

Le società hanno successo perché i loro team vogliono raggiungerlo. E io svolgo un ruolo in tutto ciò: mi metto in gioco personalmente, incoraggio le iniziative e i flussi di energia, favorisco la flessibilità nel processo decisionale e incito alla stabilità. Insomma rendo possibile i cambiamenti rapidi.

Sono entrato in Argos nei primi mesi della sua creazione, nel 1991. Argos è un’ex start up e il suo spirito imprenditoriale è ampiamente radicato nel suo DNA.

Ne abbiamo fatta di strada dal 1991, e oltre alla crescita della nostra azienda, ciò che mi rende veramente fiero è la qualità del nostro team e quella sensazione di contentezza quando penso a ciò che si fa in Argos.

Lavoriamo sodo ma con un vero spirito di squadra (ci interessiamo alla performance, non a battere la concorrenza) e un’etica impeccabile. Da un punto di vista umano e intellettuale, sono affascinato dal fatto di lavorare con persone di realtà e nazionalità diverse…

Sono grato ed onorato che grandi istituzioni ci abbiano scelto per gestire il loro capitale, che per la maggior parte deriva dai risparmi di milioni di persone. È una grande responsabilità per noi.

Ma abbiamo anche un’altra responsabilità che ci deriva dal nostro ruolo di azionista di maggioranza in circa 20 imprese, per un totale di circa 10.000 dipendenti. Il modo in cui ci occupiamo di private equity in Argos, focalizzandoci sul rafforzare le aziende aumentando così anche il loro valore, allinea molto bene queste due responsabilità in un’unica direzione condivisa da seguire.

Trovo che il mondo in cui viviamo sia difficile e a volte crudele per molti. Innanzitutto faccio del mio meglio per non rendere le cose ancor più difficili. Poi cerco di mettere tutto me stesso a servizio di cause più grandi di me. Aiutare giovani molto motivati a costruire un futuro migliore o portare le tecnologie innovative a servizio dei settori umanitari sono cose che hanno senso per me.

Ma tra le mie passioni, che persevero a coltivare anche se ne va della mia dignità, ci sono anche quelle di essere un fondista non proprio brillante e un improbabile baritono. Fortunatamente ho una vita di famiglia felice e ogni giorno mi ripeto che sono fortunato.

Una delle esperienze vissute in Argos di cui vado più fiero è Harlé Bickford, che è una combinazione di tutte le complessità possibili dell’investimento nel private equity. In otto anni abbiamo trasformato una fragile società conglomerata a conduzione familiare in una delle società del settore industriale in più rapida crescita in Francia. La società continua a crescere vigorosamente e questo mi rende felice.

In Argos, aiutarsi reciprocamente a crescere fa parte dei nostri valori; la maggior parte dei partner è cresciuto professionalmente all’interno della società. Se ci si focalizza maggiormente sulla creazione di valore, invece che sull’ingegneria finanziaria, su un’impostazione davvero multinazionale, e sui valori umani coltivati negli anni, si finirà per creare una luogo unico dove ogni membro del team può crescere e lavorare con serenità. Come nel mio caso.